Pablo Echaurren

nato a Roma, dove vive e lavora. Pittore, illustratore, ceramista, la sua opera oscilla tra segno pittorico, forme e scansione di origine fumettistica e citazione.

lavori

Essedi per Pablo

Biografia

Pablo Echaurren nasce a Roma nel 1951 da Angela Faranda, attrice italiana, e dal pittore cileno Roberto Sebastian Matta Echaurren.
Giovanissimo entra in contatto con Luis Aragon e Max Ernst. Inizia a dipingere nel 1969 e la sua opera oscilla tra segno pittorico, forme e scansione di origine fumettistica e citazione.
La compenetrazione di questi elementi genera il suo particolare linguaggio artistico. Al lavoro di pittore affianca quello di illustratore e di creatore di fumetti collaborando con diverse testate tra cui “L’Espresso”, “Rinascita”, “Alter Alter”, “Frigidaire”, “Linus”.
L’opera di Echaurren si caratterizza per l’uso ironico e vertiginoso degli stereotipi stilistici delle avanguardie storiche: la struttura formale rimanda a Futurismo, Cubismo e Costruttivismo, con allusione alle geometrie impossibili di Escher; ma all’interno della figurazione sono ravvisabili frammenti metafisici; archi, porticati e ciminiere dechirichiani; compattezza e omogeneità del colore e la comparsa di congegni meccanici rimandano alla Pop Art mentre la tecnica fumettistica serve da cemento all’intersecarsi vorticoso e mirabolante dei cliché stilistici.
Gli esordi espositivi di Echaurren, nel 1971, lo vedono alla Galleria Schwarz di Berlino, nel 1972 presso la Galleria Rizzoli di Roma, nel 1973 alla Bertesca di Genova.
Il 1974 segna un’impennata di attività e rinomanza con due esposizioni negli Stati Uniti; a Filadelfia presso la Marian Loks Gallery e a New York presso la Robert Stefanotty Gallery.
Seguono esposizioni in Germania, Galleria Springer, e in Svizzera , Galleria Huber. Espone a Milano alla Galleria Schwarz con la presentazione di Henry Martin. Nel 1976 espone da Massimo Valsecchi a Milano. Nel 1977 è la volta della Galleria La Margherita di Roma e la Galleria S. Luca di Bologna. Nel 1982, in compagnia di F. Raggi, Echaurren espone presso la AAMM, Architettura Arte Moderna di Roma in una mostra intitolata “Duetto”.
Nel 1983 espone alla Galleria Comunale di Grosseto, alla Galleria Rotta di Genova, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con una mostra dal titolo “Nuvole a go go”, in compagnia di Altan e Andrea Pazienza. Nel 1984 è la volta dello Studio Malossini di Bologna, dello Studio Durante e della Galleria Giulia di Roma con testo di Beniamino Placido. Nel 1986, sempre a Roma e sempre alla Galleria Giulia, Echaurren espone con Emilio Tadini in una mostra intitolata “A 4 mani”. Nel 1987 l’artista è ad Aosta presso la Torre del Lebbroso, nel 1989 ancora alla Galleria Giulia e nel 1990 a Milano da Bianca Pilat.
Nel 1992 alla Galleria Comunale Casa del Mantegna a Mantova e nel 1995 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Come ceramista ha esposto nel 1992 al Palazzo delle Esposizioni di Faenza in collaborazione con la Bottega Gatti.
In campo cinematografico, è coautore con Valerio Fioravanti e Francesca D’Aloia del film per la TV “Piccoli Ergastoli”, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Mostre personali dopo il Duemila: Pablo Echaurren. Dagli anni settanta a oggi (Chiostro del Bramante, Roma 2004); Pablo Echaurren a Siena (Palazzo Pubblico, Siena 2008); Crhomo Sapiens (Museo della Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, 2010-2011); Lasciare il segno (MAR, Ravenna 2011); Al ritmo dei Ramones (Auditorium Parco della musica, Roma 2006); LÕinvenzione del basso (Auditorium Parco della musica, Roma 2009); Baroque’n’Roll (MACRO, Roma 2011); Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta-Clark, Pablo Echaurren (Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013); Iconoclast (Estorick Collection of Modern Italian Art, London 2014); Contropittura (GNAM, Roma 2015 Ð 2016); Make Art Not Money (Museo Nacional de Bellas Artes, Santiago del Cile 2016); Du champ magnŽtique (Scala Contarini del Bovolo, Venezia 2017); Ritmo barocco (Palazzo Sforza Cesarini, Genzano di Roma 2017); Õ77. Una storia di quarantÕanni fa nei lavori di Tano D’Amico e Pablo Echaurren (Museo Roma in Trastevere, Roma 2017-2018).